Le caratteristiche dell’attività effusiva dei vulcani – dell’Etna e non solo

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L’arrivo in superficie di magma che ha perso la sua componente gassosa produce la formazione di una colata lavica oppure di un accumulo di lava in prossimità della bocca eruttiva.

La velocità…

Il movimento della lava è regolato dalla gravità. La progressiva diminuzione del pendio con la distanza e il raffreddamento della lava sono invece i fattori che contrastano il flusso e portano prima o poi all’arresto del fronte lavico. Velocità di avanzamento e lunghezza delle colate sono condizionati dalla viscosità della lava, dall’inclinazione del pendio e dal tasso di eruzione (emissione), cioè dalla quantità di magma emesso per unità di tempo. Le colate di lava poco viscosa (di composizione basaltica), che sono abbondantemente alimentate e scorrono su pendii inclinati, sono veloci e raggiungono distanze di decine o anche centinaia di chilometri. A titolo di esempio, la colata di lava dell’Etna del 1989 si è mossa con velocità comprese tra 16 metri al secondo nel primo giorno e 0,3 nella fase finale; le colate dei vulcani Hawaiiani hanno viscosità più basse di quelle dell’Etna e sono mediamente più veloci. La colata del 1855 del Mauna Loa raggiunse velocità di 64 chilometri orari su una inclinazione media del pendio di 10°-25°.

Bocca effusiva in Valle del Bove la sera del 13 giugno 2022

Bocca effusiva in Valle del Bove la sera del 13 giugno 2022

Le eruzioni di magma viscoso a basso tasso effusivo, invece, portano alla formazione di ammassi di lava sopra la bocca eruttiva (duomi di lava). 

L’attività effusiva può durare in questi casi per anni o decenni (vedi l’eruzione del 1614-24 sull’Etna) . Per esempio, l’estrusione di lava che ha formato il duomo del vulcano Bezymianny in Kamchatka dopo la grande eruzione parossistica del 1956 è andata avanti ininterrottamente fino a oggi. Molti duomi di lava si intrudono a livelli superficiali, determinando il sollevamento delle rocce prima di venire a giorno e dare luogo a una vera attività effusiva.

Tipi di colate…

L’eruzione di magmi basici (basalti) porta alla messa in posto di colate di lava di spessori sottili e lunghe decine o centinaia di chilo-metri. Le colate basaltiche possono presentare superfici liscie (lave pahoehoe) oppure ricoperte da un ammasso caotico di frammenti scoriacei spinosi (lave aa). Quando le eruzioni effusive di tali magmi perdurano per settimane o mesi, la colata tende a formare una crosta esterna rigida mentre al di sotto il flusso del materiale incandescente continua a scorrere. Nel momento in cui termina l’apporto di lava dalla bocca e l’eruzione cessa, il materiale incandescente si riversa a valle, lasciandosi alle spalle complesse cavità sotterranee (tunnel di lava) che si sviluppano a volte per molti chilometri. Le colate prodotte da magmi di viscosità intermedia si ricoprono spesso di blocchi angolosi di lava e sono quindi chiamate lave a blocchi. Queste lave hanno comunemente spessori di decine di metri e sono estremamente comuni nei vulcani andesitici e dacitici di margine convergente. Quando la lava emessa ha viscosità elevata, questa ristagna in prossimità della bocca formando una sorta di enorme goccia incandescente comunemente chiamata duomo di lava.

La Guida Vulcanologica Vincenzo Greco e la colata di lava attiva dell’Etna nel pomeriggio del 2 giugno 2021

 

Caratteristiche dei duomi di lava e i flussi piroclastici associati…

Molti duomi hanno una alimentazione continua e persistente e tendono a “gonfiare” in seguito a una progressiva aggiunta di lava dall’interno, formando alla fine un unico ammasso di lava (duomi endogeni). A causa dell’esposizione all’aria, la porzione esterna si raffredda irrigidendosi, così che ogni ulteriore accrescimento ne causa la rottura, con conseguente formazione di detrito, che rotola sui fianchi del duomo accumulandosi alle falde. Qualora il tasso di aggiunta di magma dall’interno sia troppo elevato, la struttura esterna può spaccarsi e la lava incandescente può emergere dalla parte sommitale della cupola formando un lobo di lava, che si sovrappone alla massa precedentemente eruttata. I duomi di questo tipo sono chiamati esogeni. Quando la lava che emerge dal condotto vulcanico è molto viscosa, essa può comportarsi come una massa solida, che non fluisce lateralmente, ma si innalza verticalmente fino a crollare, producendo una frana di roccia incandescente, con possibile formazione di flussi piroclastiti (associati più alle attività esplosive).

Il crollo gravitativo della nube eruttiva o il cedimento del fianco di un cono vulcanico possono portare alla formazione di valanghe di gas, polveri e frammenti di magma a temperatura elevata che si muovono ad alta velocità lungo i pedi dell’edificio. Un esempio lampante di tale attività è stato per esempio il crollo del versante meridionale del cono del Cratere di Sud Est dell’Etna durante il parossismo del 10 febbraio 2022 alle ore 22:26 si squarcia il fianco sud del cono del Cratere di Sud-Est, formando una valanga di detrito vulcanico e un flusso piroclastico, fortemente incandescente, che copre il più alto dei due coni del 2002-2003 (Coni Barbagallo) e si espande verso sud-est e sud-ovest fino a circa 1.6 km di distanza arrestandosi ad una quota di circa 2750 mt.

Scatto che ritrae la fontana di lava la sera del 10 febbraio 2022 prodotta dal Cratere di Sud Est dell’Etna

 

A cura di Vincenzo Greco G.V.

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